MENTRE RUBAVO LA VITA

Un concerto folle e commovente

Giovanni Nuti e Monica Guerritore

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cantano Alda Merini

 

Con

Stefano Cisotto, direzione musicale e tastiere

Massimo Ciaccio, basso

Daniele Ferretti, pianoforte

Massimo Germini, chitarra

Sergio Pescara, batteria

Simone Rossetti Bazzaro, violino

Max Capellini, fonico di sala

 

Venerdì 8 marzo 2019, ore 21.00- Teatro Russolo

Lei, anima sfuggente appassionata,  sorpresa a rubar la vita a morsi urlando il suo desiderio d’amore.   Ha visto le sbarre del silenzio crescerle intorno e  strapparle i capelli. Ha pianto, ha sperato, anche quando i vestiti le sono stati strappati di dosso e la sua vergogna le veniva consegnata su un beffardo piatto d’argento. Lei, piccola ape furibonda, in quel  bianco carcere fatto solo di pareti spoglie e letti sfatti, non avrebbe   certo potuto scriver delle rose perch’ era  lei stessa  una rosa ed il suo martirio le volava intorno come una colomba viva. Lui invece, ha consumato il suo amore da solo, forse persino lontano da Cristo Risorto, ma certamente vicino al dolore dell’uomo, suprema scienza d’ogni innata poesia. Eh sì, perchè  così son i poeti. Amano gli anfratti bui, le osterie dormienti, le cose bestemmiate e leggere ed i calici di vino profondi ove la mente tutto ha cercato ma nulla ha trovato. Non han né parole né potere per attirar gli avventori del mondo. Son contadini poveri che portano la terra a Venere,  trovatori pazzi fatti di vesti pesanti e intime calure di bosco. Son usurai pieni di croci, annunciatori di una fede senza profeti. Ma lei, come loro,  adora  quelle locande che parlano il sottil linguaggio di Bacco. Perché è lì che dimoran la scrittura ed i versi. Versi di coloro che han capito che si può esser qualcuno anche semplicemente pensando. Versi di color han preso confidenza con quei giorni incollati ai muri scrostati e con le notti che non accadono mai perché son sempre gli altri ad esser illuminati, mentr’ al buio restan solo i disgraziati. Quella donna tenace e determinata, vestita solo d’un abito rosso e d’un velo bianco, ha ormai imparato come buttare all’aria quei baci appena sognati dopo tenebre di tradimenti, dove tutti consumano amplessi senza profumo, celebrando amori passati che fan solo male. Lei che aveva una piccola casa nella quale era entrata una zanzara, o meglio una vicina, che non le dava tregua. Lei che era come un albatros dal ventre gentile al quale qualcuno ha tagliato la gola per riderci sopra, infrangendo per sempre il suo viaggio sopra i mari senz’alcuna carità di suono. Lei che canta donne piegate come giunchi dal vento lasciando a noi quelle impronte sulla terra a testimoniar il passaggio di chi mai sarà amato… Lei è Alda Merini, una delle più grandi poetesse del Novecento molto apprezzata in gioventù da Pasolini e Quasimodo,  che ha saputo mutar in ispirazion poetica e dono per gli altri, la drammatica esperienza del ricovero in un ospedale psichiatrico fino ad esser candidata al Nobel per la letteratura nel 1996 e nel 2001. Lui è il musicista e cantante Giovanni Nuti, suo intimo amico, il quale, venerdì 8 marzo alle ore 21.00, al Teatro Russolo, in occasion della Festa della Donna insieme ad una straordinaria Monica Guerritore, ed ai sette componenti della band, ovvero: Stefano Cisotto direzione musicale e tastiere Massimo Ciaccio basso, Daniele Ferretti pianoforte,  Massimo Germini chitarra, Sergio Pescara batteria, Simone Rossetti Bazzaro violino e Max Capellini fonico di sala,  ha dato note e voce ai suoi stichi più belli, trasformandoli in un folle e commovente concerto dedicato a quante, come lei, regalano sogni anche a costo di rimanerne prive, urlando in silenzio perché la loro voce non si confonda con le lacrime e continuando ostinatamente ad amare pur sapendo che in cambio non riceveranno altro che briciole…

Elena Toffoletto